Sea watch: Rackete, “La Germania mi ha abbandonato e Salvini mi ha diffamato, nessuno ha voluto osservare la realtà”

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La politica di Salvini ha violato i diritti umani: Il suo modo di esprimersi è irrispettoso, non è appropriato per un politico di alto livello”. Lo dice la comandante della Sea watch Carola Rackete in una intervista allo Spiegel in edicola domani. L’equipaggio, spiega, ha inviato rapporti medici giornalieri sulle condizioni dei soccorsi, anche al Centro di soccorso italiano a Roma “ma nessuno ha ascoltato, nessuno ha risposto”.

Carola critica anche  il governo tedesco. “Mi sono sentita lasciata sola”. “La mia impressione è stata che a livello nazionale e internazionale nessuno volesse davvero aiutare. Si sono sempre passati la patata bollente, mentre avevamo ancora 40 sopravvissuti a bordo. Ha fallito il ministro degli Interni Horst Seehofer, che non aveva alcun desiderio di accettare le offerte delle città” di ospitare i migranti a bordo della nave. 

In mattinata il legale del capitano della Sea Watch ha annunciato querela nei confronti del ministro Salvini. “Abbiamo già preparato la querela nei confronti del ministro Salvini. Non è facile raccogliere tutti gli insulti che Salvini ha fatto in queste settimane e anche le forme di istigazione a delinquere, cosa che è ancora più grave se fatta da un ministro dell’interno. Nel circuito di questi leoni da tastiera abituati all’insulto, è lui che muove le acque dell’odio. Una querela per diffamazione è il modo per dare un segnale. Quando le persone vengono toccate nel portafoglio capiscono che non possono insultare gratuitamente”. Così Alessandro Gamberini,  intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus.

Non tarda la risposta del vicepremier. “Non vedo l’ora di essere denunciato da una che ha infranto le leggi e ha rischiato di ammazzare dei militari italiani. Non vedo l’ora di incontrarla in tribunale, così almeno la vedo. Mi toglierei quella soddisfazione”. Così Salvini risponde a chi gli chiede un commento sulla possibilità che Carola Rackete lo denunci. A chi gli ha ricordato che Rackete si è offesa per essere stata chiamata “comunista viziatella”, ha risposto: “Si è offesa di più per comunista o viziatella? La capisco…”

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